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Cannabis terapeutica per nausea da radioterapia: è prevista?

La nausea indotta dalla radioterapia è uno degli effetti collaterali più temuti dai pazienti oncologici. Nel tentativo di migliorare la qualità della vita durante i trattamenti, negli ultimi anni si è discusso sempre più spesso dell’uso della cannabis terapeutica come possibile alternativa o supporto ai farmaci tradizionali. Ma la prescrizione di cannabis medica per la nausea da radioterapia è davvero prevista? Come si inserisce questo tipo di terapia nel nostro sistema sanitario nazionale? Scopriamo insieme la definizione di cannabis terapeutica, il quadro normativo italiano, e come funzionano le indicazioni cliniche, con un focus sulle evidenze e le valutazioni medico-oncologiche.

Cos’è la cannabis terapeutica: definizione e differenze tra uso medico e ricreativo

La cannabis terapeutica si riferisce all’utilizzo della pianta di cannabis o dei suoi componenti farmacologicamente attivi per scopi medici, ovvero per alleviare sintomi o trattare specifiche patologie, sempre sotto prescrizione e controllo medico. Contrariamente all’uso ricreativo, che mira a effetti psicoattivi e non è regolamentato in ambito sanitario, la cannabis terapeutica deve rispettare rigorosi standard qualitativi e terapeutici.

THC e CBD: i principi attivi e l'importanza delle concentrazioni

I due principali principi attivi della cannabis sono il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD). Questi composti agiscono sul sistema endocannabinoide umano, influenzando dolore, nausea, infiammazione e altre funzioni.

  • THC: è la componente psicoattiva, che può causare euforia o alterazioni cognitive; è però noto per il suo effetto antiemetico e analgesico.
  • CBD: non psicoattivo, ha proprietà antinfiammatorie, ansiolitiche e modulanti degli effetti del THC.

La concentrazione relativa di THC e CBD è fondamentale: prodotti con alto THC possono avere più effetti collaterali, mentre formule bilanciate o ricche di CBD sono spesso preferite per trattamenti prolungati e per pazienti vulnerabili.

Indicazioni cliniche per l’uso della cannabis terapeutica in Italia

In Italia, l’uso della cannabis terapeutica è regolato dal Decreto Ministeriale 9 novembre 2015 e da successive disposizioni, che ne definiscono le indicazioni cliniche, le modalità di prescrizione, e la produzione autorizzata di farmaci a base di cannabis.

Le indicazioni ufficiali

Secondo il contesto normativo e le evidenze scientifiche attuali, le principali indicazioni cliniche per la cannabis terapeutica includono:

  • Alleviamento della spasticità nella sclerosi multipla
  • Dolore cronico resistente a farmaci tradizionali
  • Stimolazione dell’appetito e trattamento della cachessia in patologie oncologiche o da HIV/AIDS
  • Nausea e vomito associati a chemioterapia, non completamente controllati da farmaci antiemetici tradizionali

La nausea da radioterapia non risulta tra le indicazioni codificate come prioritarie o tipiche per la prescrizione della cannabis terapeutica, ma ciò non esclude che, a seguito di valutazione medico-oncologica, un caso specifico possa giustificarne l’uso off-label, specie in presenza di nausea resistente alle terapie standard.

Valutazione medico-oncologica e prescrizione: il ruolo della figura specialistica

La prescrizione di cannabis terapeutica in ambito oncologico richiede una:

  1. Valutazione accurata del quadro clinico, in particolare la gravità e la resistenza della nausea ai trattamenti antiemetici convenzionali.
  2. Analisi del profilo individuale del paziente, considerando età, comorbilità, precedenti farmacologici e situazione psicologica.
  3. Monitoraggio continuo degli effetti terapeutici e degli eventuali effetti collaterali.

La figura del medico oncologo è essenziale per decidere se l’uso della cannabis terapeutica può essere appropriato, con la possibile collaborazione di un farmacista specializzato nell’allestimento magistrale, soprattutto quando è necessario personalizzare il dosaggio e la formulazione (es. oli, capsule, tisane).

Allestimento magistrale in farmacia: opportunità e precauzioni

Le farmacie territoriali autorizzate possono procedere all’allestimento magistrale di preparazioni a base di cannabis terapeutica per pazienti su prescrizione medica. Questa pratica permette di personalizzare:

  • la concentrazione di THC e CBD
  • la forma farmaceutica (capsule, oli, infusi)
  • la posologia in base alle necessità del paziente

È fondamentale che l’allestimento segua scrupolosamente le norme qualitative e sanitarie previste, utilizzando materie prime provenienti da coltivazioni controllate dallo Stato italiano o importate secondo normativa.

Sistemi di sorveglianza e dati sulle prescrizioni in Italia

Le prescrizioni di cannabis terapeutica in Italia sono monitorate tramite sistemi di sorveglianza coordinati dall’ Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il portale ISS https://www.ideegreen.it/cannabis-terapeutica-cosa-significa-leggi-italia-160999.html Epicentro pubblica periodicamente dati e rapporti sull’andamento delle prescrizioni, i tipi di patologie trattate e la distribuzione sul territorio nazionale.

Anno Numero Prescrizioni Principali Indicazioni Regioni con Maggior Prescrizione 2022 15,000 Dolore cronico, sclerosi multipla, nausea da chemioterapia Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna 2023 18,500 Dolore cronico, nausea da chemioterapia, cachexia Lombardia, Veneto, Piemonte

Questi dati testimoniano un aumento dell’attenzione verso la cannabis terapeutica, anche se la sua applicazione nella nausea da radioterapia rimane residuale e sempre sottoposta a valutazione clinica approfondita.

Conclusioni: la cannabis terapeutica per la nausea da radioterapia è prevista?

Riassumendo, mentre la cannabis terapeutica è riconosciuta in Italia per alcune patologie e condizioni ben definite, la nausea indotta da radioterapia non è formalmente elencata tra le indicazioni principali nel decreto ministeriale. Tuttavia, in casi di nausea severa e resistente alle terapie convenzionali, la valutazione personalizzata da parte dello specialista oncologo può portare alla prescrizione di cannabis terapeutica, possibilmente tramite preparazioni magistrali in farmacia.

La decisione deve sempre essere accompagnata da un attento monitoraggio degli effetti e da un’assistenza multidisciplinare. L’evoluzione delle evidenze scientifiche e l’aggiornamento dei dati di sorveglianza potranno in futuro ampliare il ventaglio delle indicazioni, rendendo questo approccio terapeutico più accessibile e mirato.

Riferimenti utili

  • Decreto 9 novembre 2015 - Gazzetta Ufficiale
  • ISS Epicentro - Cannabis Terapeutica
  • AIFA - Uso terapeutico della cannabis